ANELLO MAGICO E I FOLLETTI


La leggenda parla di un anello magico che era capace di assicurare potere e ricchezza a chi lo possedeva. Era nelle mani di un tal De Tacagnis, che un po’ per la spilorceria denunciata dal cognome, un po’ per i suoi poteri , era effettivamente ricco sfondato.

La Magàda, però, strega intraprendente più di ogni altra, per conquistarsi i favori del Principe delle Tenebre architettò un piano per rubare l’anello e ci riuscì, sfruttando la sua capacità di rendersi invisibile. A quel punto poteva solo sbizzarrirsi nella sua fantasia malefica, per usare i poteri dell’anello contro i poveri malcapitati. I primi furono due giovani fidanzati. Si fece loro innanzi, dunque, non subito però nelle sue reali fattezze, bensì come gentile vecchietta e addirittura offrì loro l’anello in cambio dei capelli biondi della ragazza e degli occhi azzurri del ragazzo. I due si rifiutarono e allora la Magàda, mostrando il suo aspetto terrificante, lì trasformò in due pini.

Ma proprio mentre se ne andava paga della sua malvagità, entrarono in gioco i folletti, che sempre vegliano nei boschi. Il più astuto fra loro, Piripicchio, aveva segretamente soffiato sull’anello prima che la strega lo rubasse a De Tascagnis, e ciò gli aveva conferito il potere di annullare ogni maleficio operato dalla perfida con quel prodigioso strumento.

Fu così che i folletti poterono, semplicemente danzando, cantando e spargendo una certa polverina magica, riportare i due giovani, che nulla ricordavano, alla vita umana. I piani della strega fallirono, e fallì il suo progetto di primeggiare alla corte di Belzebù; l’aspetto più comico è che neppure si rese conto di quello che era accaduto e continuò a credere nei poteri del suo anello, senza rendersi conto che i folletti lo potevano sempre annullare.
Sofia Ayla
 

Commenti

Post più popolari